Qualche giorno fa, a Cascina Ronchetto, si è svolto uno dei momenti più importanti del lavoro in cantina: l’imbottigliamento di tre delle nostre etichette – Tenore, Nadine e Matòcch.
È una fase che segna il passaggio finale prima dell’affinamento in bottiglia e, successivamente, dell’arrivo dei vini sulle tavole. Un momento tecnico, ma anche carico di soddisfazione, perché rappresenta il risultato di mesi di lavoro in vigna e in cantina.
Come si svolge l’imbottigliamento
La giornata è iniziata di buon mattino, con l’arrivo in cascina dell’azienda specializzata che si occupa del processo. Grazie a un macchinario dedicato, è possibile eseguire tutte le fasi in modo preciso e controllato, mantenendo la qualità del vino.
Dopo aver collegato le nostre vasche alla linea di imbottigliamento, abbiamo seguito un ordine preciso:
Tenore, il nostro bianco, poi Nadine, il rosé, e infine Matòcch, il rosso.
Un processo in continua sequenza
Una volta avviata la linea, le bottiglie scorrono una dopo l’altra su un nastro, attraversando tutte le fasi del processo:
- igienizzazione della bottiglia, fondamentale per garantire la pulizia e la sicurezza del prodotto
- riempimento, eseguito con grande attenzione per preservare le caratteristiche del vino
- tappatura
- incapsulatura
- etichettatura, che completa il processo e dà identità a ogni bottiglia
Tutto avviene in modo fluido e sincronizzato, con un controllo costante in ogni passaggio.
Una volta imbottigliati, i vini non sono ancora pronti per essere messi in commercio.
Seguiranno infatti alcuni mesi di affinamento in bottiglia, un periodo fondamentale che permette al vino di stabilizzarsi ed esprimere al meglio le proprie caratteristiche.
È l’ultimo passaggio prima di arrivare nel calice.